::16-22 giugno 2007::
Fatti, cronache, personaggi, interviste in diretta da Taormina
dalla nostra corrispondente Maria Arruzza

giovedì 21 giugno 2007
Visioni mediterranee in concorso


Il concorso dedicato alla produzione cinematografica Mediterranea è molto interessante. Al di là di ogni valutazione strettamente critica - perché è inutile nasconderselo, ma il livello tecnico rivela differenze a volte anche notevoli sia per i mezzi sia per la visione registica - si sta rivelando affascinante il viaggio attraverso il Mare nostrum visto con gli occhi italiani, turchi, spagnoli, marocchini, tunisini, francesi. Non è per campanilismo se sottolineiamo ancora una volta la forza del film di Stefano Incerti, “L’uomo di vetro” che ci ha convinto per la maturità del regista e per la bravura di David Coco, così come ci ha colpiti il delicatissimo film turco di Bars Pirhasan “Adam and the devil”. Ma trovano una loro giusta collocazione nel gradimento del pubblico pellicole come “Fuerte Apache” del catalano Jaume Mateu Adrover, che in stile documentaristico raccoglie dalla strada l’esperienza di giovanissimi travolti da storie di microcriminalità, droga, violenza. E’ un’opera prima che accoglie il dettato neo-neorealistico, dal momento che Adrover utilizza attori non protagonisti, sacrificando forse alcuni aspetti più peculiari della fiction, ma che lancia un messaggio forte che da solo val la pena di esser raccontato.
Il marocchino “Two woman on the road” di Farida Bourquia ci porta invece a una riflessione d’altro tipo. Se la costruzione sintattica della cinematografia contemporanea occidentale si detta regole ben precise, assorbendo la lezione europea o americana, e garantendo così una qualità standard che solo in alcuni casi raggiunge punte di eccellenza, nell’esperienza marocchina questo livellamento medio non esiste. L’approccio dietro la macchina da presa del regista Bourquia è molto più spontaneo, scolastico direbbe qualcuno, ma la freschezza della narrazione viene invece assai esaltata. Grazie anche alle due atttrici Mouna Fetou e Aicha Mahmah, novelle Thelma e Louise in chiave non drammatica.
Maria Arruzza

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Inserito da Maria Arruzza alle 10:17:00 AM

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