::16-22 giugno 2007::
Fatti, cronache, personaggi, interviste in diretta da Taormina
dalla nostra corrispondente Maria Arruzza

venerdì 15 giugno 2007
Tutti svegli per Tornatore

Che l’edizione 53. del Taormina Film Fest dedichi la massima attenzione a Giuseppe Tornatore, è cosa ben nota ormai. Al regista di Bagheria sono stati, infatti, dedicati un libro, una rassegna e un premio prestigioso; a lui è affidata una “Lezione di cinema” che si svolgerà domenica mattina… Quel che non si sapeva ancora è che il Tornartore day diventa un Tornatore day & night. Infatti non solo il festival - con una programmazione articolata, tra il Teatro Antico e Palazzo dei Congressi, di suoi film, corti, documentari - ma addirittura l’intera cittadina di Taormina dedica al regista una “Notte Bianca”. Negozi aperti, strade illuminate, intrattenimenti, lungo un percorso prestabilito per tutta la notte di sabato 16 fino alle sei del mattino successivo.
Per il resto ricordiamo che sabato, nella serata condotta da Beppe Fiorello nel Teatro Antico, Tornatore riceverà il Taormina Arte Award, la retrospettiva s’inaugurerà alle 21 con la proiezione de “Il camorrista” al Palacongressi e a mezzanotte con “Nuovo cinema Paradiso” al Teatro Antico. Poi ogni giorno a partire dalle 21, al Palazzo dei Congressi, saranno proiettati un lungometraggio, uno spot, due documentari. Mentre la mostra “Uno Sguardo dal set” sarà aperta fino al 16 luglio sempre al Palacongressi. E infine sarà possibile acquistare due pubblicazioni dedicate a Tornatore: “Uno sguardo dal set”, curata da Ninni Panzera, un ritratto a 360 gradi del regista siciliano e delle sue opere, edita da “Silvana Editoriale” e “Intervista a Riccardo Freda”, la descrizione dell’intervista al regista realizzata da Giuseppe Tornatore nel 1996.
Maria Arruzza

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giovedì 14 giugno 2007
L'Italia in concorso con "L'uomo di vetro" di Stefano Incerti. Intervista a Ninni Bruschetta

Il concorso “Mediterranea” del Taormina Film Fest 2007 s’inaugura sabato 16 al Palazzo dei congressi (alle 16) con il film di Stefano Incerti “L’uomo di vetro”, con David Coco, Anna Bonaiuto, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta.
È l’unico film italiano in concorso e uscirà in contemporanea nelle sale di tutta Italia. Ispirato alla storia - ambientata in un paese e in un periodo in cui si stavano cercando strumenti di lotta efficaci contro il fenomeno criminoso - di Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia, che pagò la sua scelta coraggiosa con dodici anni di carcere prima, il manicomio giudiziario poi e, infine, con la sua stessa vita nel 1984.
La sceneggiatura, firmata da Heidrun Schleef e da Salvatore Parlagreco che ha scritto il libro omonimo da cui il film è tratto, è sì, una storia di mafia, ma è anche una storia umana, quella di Vitale, alle prese con circostanze più grandi di lui e sicuramente ancora non ben gestite dallo Stato italiano.

Fra gli interpreti Ninni Bruschetta, uomo di teatro, fondatore dei Nutrimenti terrestri, regista e attore assai ricercato, ultimamente visto in film come “Mio fratello è figlio unico”, “Liscio”, “La vita che vorrei” e in televisione fra gli altri in “Boris”, “L’ultimo padrino”, “Joe Petrosino”, “Paolo Borsellino”, “Don Matteo”. Ninni Bruschetta, impegnato sul set dei prossimi episodi di “Boris” e in attesa dell’uscita estiva del film opera prima di Christian Bisceglia, “Agente matrimoniale”, prodotto da Eleonora Giorgi che lo vede fra i protagonisti, ci ha parlato del film di Incerti e di molto altro ancora.

- "L'uomo di vetro" è un film duro che sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno, la necessità di non abbassare la guardia nei confronti della mafia e evidenzia il difficile ruolo dei pentiti di mafia, che oggi forse è più ambiguo perché è diventato, in certi casi, un necessario escamotage giudiziario. Sei d'accordo?
Certo. Ma c’è anche una metafora più grande, a mio parere, che è la solitudine di un uomo giusto. In questo senso il film ha una sua eticità.

- Nel film tu vesti i panni di Bruno Cantone; raccontaci il tuo personaggio.
È ispirato a un personaggio realmente esistito, ma per discrezione non possiamo assolutamente rivelare la sua identità. Fu il primo poliziotto a credere al primo pentito di mafia, forse all’unico veramente pentito. Seguì un’indagine normale, prima addirittura lo credeva colpevole e poi intuì quale grande rivelazione era sotto i suoi occhi. Ma a quel punto la mafia si era già radicata e aveva sempre più influenza all’interno delle istituzioni. Cantone esce di scena con una battuta scettica: mentre vede entrare in questura i mafiosi arrestati in una retata dice: “tra una settimana questi sono tutti a casa…”

- Amicizia di vecchia data, quella con Stefano Incerti, che è stato aiuto regista nel film "Nessuno" di Francesco Calogero scritto a quattro mani con te e che ti ha diretto nel '99 in "Prima del tramonto". Com'è il rapporto sul set fra artisti in un certo senso "cresciuti insieme?"
Considera che noi (dico Nutrimenti Terrestri) siamo stati anche i produttori del “Verificatore”, il primo film di Stefano, quindi l’abbiamo visto nascere anche come regista. Pensa che su quel set c’era Paolo Sorrentino che faceva l’assistente volontario, era un ragazzo e ora è un regista di prestigio internazionale.
Direi che tra di noi non c’è un rapporto “tra artisti”, ma semplicemente un’amicizia nata sul lavoro con una condivisione globale del modo di lavorare, sia in senso artistico, se così si può dire, che produttivo, nel senso più ampio di questa parola. Si lavora insieme per un interesse superiore che è il film stesso e quindi diventa tutto molto più facile, anche piacevole, direi.

- La tua carriera si divide fra il teatro, il cinema e la televisione. Domanda scontata: dove ti senti più a tuo agio e perché?
Risposta scontata: ovunque, perché sono tre linguaggi diversi. Potrei dire che il teatro è più emozionante, più rituale, quindi molto appagante, il cinema mi offre il gusto di certe finezze nella recitazione e la possibilità di confrontarmi con un’opera altrui (cioè del regista) ed essere parte di un progetto in qualche modo pittorico, mentre la televisione è spesso la cosa più divertente da fare, perché si girano più scene in un solo giorno il che rende possibile dare più continuità al personaggio, magari di concedergli una leggerezza anche dentro un ruolo drammatico che lo rende molto gradevole da interpretare. Comunque tutte e tre le discipline mi hanno dato l’opportunità di confrontarmi con grandissimi attori e registi, il che le ha rese tutte indispensabili alla mia formazione.

- Il tuo approccio al cinema è sempre stato elitario, pur interpretando ora ruoli drammatici ora comici, la tua scelta è stata ogni volta di “qualità”. È capitato per caso o è il risultato di una scelta, di un percorso iniziato con il teatro?
Né l’uno né l’altro, in realtà. Credo che ci si scelga l’un l’altro non solo per la qualità del lavoro, ma anche per le idee che si condividono, per i percorsi che si intraprendono. Mi è capitato rarissimamente di ricevere proposte che non fossero di qualità, come dici tu. Per fortuna la qualità è perseguita da molte persone che fanno questo lavoro e anche se alcune volte la “notizia” la fa qualche prodotto grossolano, il cinema, il teatro e la stessa televisione sono sostenute proprio da chi fa le cose di qualità.

- Dopo anni di mortificazione (tranne rari esempi), a causa anche di una legislazione carente e non adeguata ai tempi, sembra adesso che il cinema italiano stia vivendo una stagione d'oro. Qual è la tua visione "dall'interno"?
Sicuramente stanno crescendo i produttori, per fortuna, e ultimamente l’attenzione dello Stato sembra indirizzarsi verso una giusta collaborazione con gli operatori del settore. La qualità artistica in Italia c’è sempre stata e in questo periodo sta crescendo a sua volta.
Bisogna risolvere ancora molti problemi che riguardano il mercato.

- Nota dolens: la distribuzione. Esiste una ricetta perché il cinema italiano, tranne i soliti casi rari e noti, non scompaia dalle sale italiane?
La ricetta è semplicissima basta un obbligo di legge, una percentuale obbligatoria di cinema italiano in sala, divisa per i diversi periodi di programmazione e non concentrata sulla parte più debole della stagione, come avviene adesso. I tempi sono maturi per una legge del genere perché i risultati del cinema italiano rivelano una miopia della distribuzione che non può non essersi accorta di risultati evidenti, sia in termini numerici che in termini di opinione.

Maria Arruzza

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Inserito da Maria Arruzza alle 3:49:00 PM 2 commenti


Who's Who: Debora Young

Per la prima volta, in oltre mezzo secolo di storia, il Festival cinematografico di Taormina sarà diretto da una donna: Deborah Young.
Giornalista, 55 anni, critica cinematografica di "Variety" (la "bibbia" dello showbusiness hollywoodiano) Deborah Young è americana (di St. Louis, nel Missouri) ma da oltre vent'anni vive stabilmente in Italia.
E soprattutto è una grande amica del Festival di Taormina, che segue come giornalista fin dai primi anni '80, quando era direttore Guglielmo Biraghi, fino a ricoprire, dal 1999 al 2004, la carica di vicedirettore durante la gestione di Felice Laudadio, che quindi può idealmente passare il testimone alla sua apprezzata collaboratrice.

Nel giorno del suo insediamento ebbe a dire: «Desidero che Taormina abbia un'identità ben riconoscibile nel panorama internazionale. Ma al tempo stesso intendo rispettare la tradizione che ha fatto sì che Taormina abbia uno dei Festival più longevi del mondo».

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sabato 9 giugno 2007
L'uovo di Colombo di Debora Young

Si inaugurerà il 16 giugno, con una giornata dedicata a Giuseppe Tornatore, la cinquantatreesima edizione del Taormina Film Fest e il nuovo direttore artistico della rassegna - l’americana Deborah Young, già nota ai frequentatori del festival per aver rivestito il ruolo di vice direttore dal 1999 al 2004 – si presenta con un programma che strizza l’occhio al passato (i Diamond Awards, la cinematografia internazionale, l’attenzione ai cortometraggi, gli ospiti del gotha del cinema, le lezioni dei maestri ecc.), dirottando però l’interesse dei cinefili verso il Mediterraneo, cui sarà dedicato il concorso.
Probabilmente potrà essere l’uovo di Colombo, per rilanciare uno dei festival più importanti e più antichi d’Italia, che negli ultimi anni non era riuscito a trovare una sua connotazione specifica che potesse restituirgli un’identità.
Per la sua posizione di rilievo turistico al centro del Mediterraneo, Taormina (e la Sicilia tutta) è da sempre stata un crocevia fondamentale di culture europee, arabe, africane, mediorientali. La Young individuando ed esaltando la naturale predisposizione taorminese ha iniziato quindi un percorso attraverso cinematografie altre, spesso trascurate nonostante l’interessantissimo fermento non solo artistico, ma anche commerciale che gira loro attorno.
E sarà un po’ come tornare indietro di molti anni, quando davvero Taormina costituiva un laboratorio di novità cinematografiche internazionali, scoprendo e lanciando registi fino ad allora sconosciuti.
Lo sguardo alle novità internazionali al di fuori del concorso è previsto nella sezione “Oltre il Mediterraneo” e in particolare è già stata annunciata la prima assoluta di “Transformers”, diretto da Michael Bay e prodotto da Steven Spielberg.
Ma uno dei momenti più esaltanti di questa edizione sarà la retrospettiva dedicata a Giuseppe Tornatore, reduce dal Nastro d’argento per “La sconosciuta” che gli verrà consegnato proprio a Taormina. Il regista di Bagheria sarà l’ospite d’onore della serata inaugurale e nel corso della settimana taorminese verranno proiettati tutti i suoi film, oltre a materiale inedito, documentari, interviste e spot pubblicitari. A Tornatore verrà anche dedicata una mostra fotografica che raccoglierà foto sui protagonisti dei suoi lavori e sui set. Verrà nell’occasione presentato un volume edito dalla Silvana Editoriale, che raccoglie saggi, schede e fotografie anche inedite. Il 17 giugno, inoltre, Tornatore terrà la sua “Lezione di cinema”.
Fra le novità annunciate, il ritorno del concorso dedicato ai cortometraggi siciliani che tanto successo aveva riscosso nelle edizioni precedenti, prima di venir sospeso. Un momento importante rivolto ai filmmaker che ha sempre costituito una cartina al tornasole delle capacità artistiche e tecniche locali, contribuendo a una dimensione non aliena dal contesto in cui opera il Taormina Film Fest.
La serata conclusiva dell’edizione 2007 al Teatro Antico vedrà la consegna dei Nastri d’Argento, il 23 giugno, da parte del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che verrà ripresa da Raidue e verrà condotta da Giovanna Milella per un’edizione speciale “Palcoscenico” che andrà in onda in differita sabato 30 giugno.

Maria Arruzza


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Inserito da Tommy Hermansen alle 6:13:00 PM 3 commenti



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